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CODICE DEONTOLOGICO DEI SOCIOLOGI 
( Elaborazione del Dr. Giuseppe Milia )

 

Primo Principio: 
LE RESPONSABILITA' 

Nel loro impegno per comprendere il comportamento umano, i sociologi professionisti attribuiscono particolare importanza all'obiettività e all'integrità. Nel fornire servizi, essi osservano i più alti standard della loro professione: 
• accettano le responsabilità per le conseguenze del loro lavoro; 
• compiono ogni sforzo per far sì che i loro interventi vengono utilizzati in maniera appropriata; 
• si impegna ad evitare qualunque atto volto a sostenere discriminazioni di razza, sesso o età; 
• accettano la responsabilità di individuare aree e metodi di ricerca appropriati; 
• progettano la loro ricerca in modo da ridurre al minimo la possibilità che le loro scoperte siano ingannevoli; 
• forniscono un'esauriente discussione dei limiti dei loro dati e delle interpretazioni alternative; 
• cercano di stabilire aspettative definite nel condividere e nell'usare dati di ricerca con altre persone o agenzie; 
• evitano rapporti a due che possano limitare l'obiettività sul piano politico-economico; 
• sono attenti alle situazioni o pressioni personali, sociali, organizzative, economiche o politiche che possano condurre al cattivo uso della loro influenza; 
• riconoscono il loro obbligo di aiutare gli altri ad acquisire conoscenze ed abilità; 
• sono attenti a ridurre le pressioni istituzionali che possano distorcere i risultati delle ricerche sociologiche o impedire il loro uso non corretto; 
• forniscono valutazioni adeguate e opportune ai soggetti in formazione. 

Secondo Principio: 
LE COMPETENZE 

I sociologi professionisti riconoscono i confini delle loro competenze e le limitazioni delle loro tecniche: 
• si limitano a fornire servizi; 
• utilizzano tecniche e/o offrono pareri che rispettano standard riconosciuti; 
• si tengono aggiornati rispetto al settore scientifico ed all'informazione professionale relativa ai servizi che essi forniscono; 
• riconoscono l'esigenza di una formazione permanente; 
• sono aperti a nuove procedure; 
• si astengono dall'intraprendere qualunque attività per la quale è possibile che i loro problemi personali conducano ad interventi professionali inadeguati o a danneggiare il cliente; 
• assolvono i loro doveri con una attenta preparazione, formazione ed aggiornamento ricco di conoscenze. 

Terzo Principio: 
STANDARD MORALI E LEGALI

Il comportamento morale, etico e legale dei sociologi professionisti è consapevole degli standard prevalenti nelle comunità e del possibile impatto sulla qualità delle prestazioni professionali conseguente alla conformità o meno a questi standard: 
• evitano qualunque azione possa violare o diminuire i diritti legali e civili dei clienti o di altri che possono essere coinvolti dai loro interventi; 
• sono rispettosi delle regole federali, Statali, Locali, dei regolamenti delle Agenzie e degli standard sulla professione emanati dalle Associazioni Sociologiche; 
• si impegnano nello sviluppo di tali regole legali e non, in quanto meglio servono l'interesse pubblico e nel modificare tali regole quando non apportino beneficio all'interesse del pubblico; 
• rifiutano di condividere pratiche incompatibili con gli standard legali, morali ed etici che riguardano il modo di comportarsi verso il pubblico. 

Quarto Principio:
DICHIARAZIONI PUBBLICHE 

I sociologi professionisti sono spesso in possesso di dati o informazioni riservate su questioni sociali critiche, su politiche, programmi, leggi o regolamenti. Essi hanno l'obbligo di mantenere la riservatezza nei confronti dei loro clienti, dei soggetti di studio e della loro professione. Tuttavia, hanno anche l'obbligo verso la società e i suoi membri, di usare le loro capacità, la loro esperienza e le loro conoscenze per il bene sociale. Il sociologo professionista che intende divulgare pubblicamente informazioni riservate deve guardarsi dall'egoismo, dalla presunzione e da qualunque conflitto possa influenzare le sue azioni. Inoltre deve considerare le conseguenze negative di tale azione, perché la pubblica divulgazione di un'informazione normalmente riservata può essere interpretata come un'infrazione sostanziale dell'etica professionale verso la società e/o verso coloro che sono protetti dal professionista. In tutte le circostanze, se si intende divulgare pubblicamente informazioni riservate, bisogna utilizzare colleghi e associazioni per discutere le loro azioni prima della divulgazione, evitando di travisarle attraverso sensazionalismi, esagerazioni o superficialità. 

Quinto principio: 
LAVORO E INTERVENTI 

I sociologi professionisti indicano in maniera accurata e completa le loro qualifiche, le loro appartenenze e le loro funzioni professionali. Normalmente indicano il nome, la posizione accademica, le credenziali, l'indirizzo e numero telefonico e, a discrezione un sintetico ed adeguato elenco dei servizi offerti e informazioni sull'onorario. Nell'annunciare la disponibilità di servizi o prodotti sociologici non mostrano alcuna affiliazione con un'organizzazione in un modo che possa implicare il patrocinio o la certificazione da parte di quell'organizzazione.

Sesto principio:
RISERVATEZZA

La salvaguardia di informazioni su un individuo o su un gruppo, ottenute dal sociologo durante l'insegnamento, la pratica o la ricerca, costituisce un obbligo primario. Tali informazioni non vengono comunicate ad altri salvo che non si siano soddisfatte alcune importanti condizioni: 
• le informazioni ricevute in confidenza vengono rivelate solo dopo la più attenta riflessione e quando esiste un pericolo chiaro ed imminente per un individuo o per la società; 
• se tali informazione devono essere rivelate, il sociologo deve prima di tutto cercare di limitare l'informazione solo a determinati operatori professionisti o autorità pubbliche; 
• le informazioni confidenziali vengono divulgate al pubblico solo in circostanze straordinarie per le quali determinati operatori professionali o autorità pubbliche mostrino di essere restie o scarsamente efficienti nell'affrontare il problema; 
• le informazioni acquisite vengono discusse solo a scopi professionali e solo con persone che si occupano chiaramente del caso; 
• i rapporti scritti si presentano solo dati rilevanti ai fini della valutazione, oppure utilizzati a fini didattici con adeguata mascheratura al fine di evitare ogni tentativo di inopportuna invasione della privacy; 
• dove i dati di una ricerca siano resi pubblici, il sociologo si assume la responsabilità di proteggere la privacy dei soggetti coinvolti se questa è richiesta. 

Settimo principio:
BENESSERE DEL CLIENTE 

I sociologi professionisti rispettano l'integrità e proteggono il benessere di persone e gruppi con cui operano. Quando si verifica un conflitto di interesse tra i clienti, i soggetti e l'organizzazione presso la quale lavora il sociologo, quest'ultimo chiarisce la natura e il senso della loro lealtà e responsabilità e mantiene tutte le parti in causa informate sul coinvolgimento. Sono continuamente consapevoli dei loro bisogni e della loro evidente posizione di potere nel rapporto faccia a faccia con i clienti e partecipanti alle attività di ricerca, al fine di evitare di abusare della loro fiducia. Gli accordi economici relativi alla pratica professionale sono conformi agli standard professionali che salvaguardano i migliori interessi del cliente e devono essere chiaramente compresi dal cliente prima della presentazione della fattura. 

Ottavo principio:
RELAZIONI ESTERNE 

I sociologi agiscono col dovuto riguardo verso le esigenze, le particolari competenze e gli obblighi dei loro colleghi nel campo sociologico, di altre professioni e di istituzioni o organizzazioni con le quali essi sono collegati. Riconoscono le aree di competenza delle professioni vicine e fanno pieno uso di tutte le risorse professionali, tecniche e amministrative che siano più utili per l'interesse dei clienti. L'assenza di relazioni formali con altri operatori professionali non solleva i sociologi dalla responsabilità di assicurare ai propri clienti il miglior servizio possibile, non li esonera dall'essere prudenti, diligenti ed attenti ad ottenere l'assistenza complementare o alternativa necessaria per i clienti. 

Nono principio:
VIOLAZIONI ETICHE

I sociologi professionisti che abbiano notizie dirette sulle attività di un sociologo, membro di associazioni riconosciute, che violi gli standard etici, tenteranno, se possibile, di modificare la situazione. Fallita una soluzione informale, i sociologo professionisti portano tali attività non etiche all'attenzione della Commissione Etica. Il Comitato Etico valuterà la questione ed il suo presidente inoltrerà le conclusioni del Comitato al Consiglio Esecutivo della Associazione Nazionale Sociologi per stabilire la sanzione. 

Studio Nemesi - Consulenza Sociologica - Via Sambuco 87, 81024 Maddaloni (CE) - Tel. 0823 1970451 Cell. 339 6047689

 

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